👉 SCARICA LA TERZA EDIZIONE DEL CATALOGO EMI/EMC 👈

Perché i laboratori EMI/EMC necessitano di un generatore a 40 GHz

Posted by Batter Fly 30/06/2026 0 Comment(s) 23 Strumenti di Misura,

Perché i laboratori di certificazione EMI/EMC richiedono un generatore di segnale fino a 40 GHz? Un'analisi dettagliata sulle normative internazionali, standard 5G, requisiti italiani ACCREDIA ed export.

Perché i laboratori di certificazione EMI/EMC richiedono un generatore di segnale fino a 40 GHz?

I laboratori di certificazione EMI (Electromagnetic Interference) ed EMC (Electromagnetic Compatibility) si trovano oggi a gestire frequenze sempre più elevate. Un generatore di segnale che raggiunge i 40 GHz non è un lusso tecnologico, ma uno strumento di lavoro indispensabile dettato da normative stringenti, nuove tecnologie wireless e necessità geometriche di calibrazione.

Ecco le ragioni principali suddivise per area tecnica:

1. Rispetto delle Normative Internazionali (Civili e Militari)

Molti standard internazionali impongono test di emissione e di immunità ben oltre le classiche frequenze dell'elettronica di consumo del passato.

  • FCC Part 15 (USA) & ANSI C63.4: La Federal Communications Commission richiede che, per i dispositivi digitali con frequenze operative interne elevate, le misurazioni delle emissioni radiate vengano estese fino alla quinta armonica della frequenza più alta o fino a 40 GHz (a seconda di quale sia la più bassa).
  • MIL-STD-461 (Militare) & DO-160 (Avionica): Nei test di suscettibilità radiata (come la nota procedura RS103), i dispositivi destinati all'uso militare, aerospaziale o satellitare devono dimostrare di poter resistere a campi elettromagnetici intensi generati in un range di frequenza che arriva proprio a 40 GHz (e in alcuni casi lo supera).
2. Test di Immunità Radiata (EMS - Electromagnetic Susceptibility)

Mentre per misurare le emissioni prodotte da un oggetto (EMI) si usano principalmente analizzatori di spettro o ricevitori di misura, per i test di immunità il laboratorio deve creare il disturbo per vedere se il dispositivo sotto test (EUT) smette di funzionare.

  • Il generatore di segnale è il "motore" che crea l'onda portante (CW) o il segnale modulato a bassissima potenza.
  • Questo segnale viene poi inviato a un amplificatore di potenza a banda larga (spesso basato su tecnologia GaN o tubi TWT) e infine irradiato nella camera anecoica verso il prodotto tramite apposite antenne a tromba (horn antennas). Senza una sorgente a 40 GHz, non si potrebbe testare la resilienza del prodotto a tali frequenze.
3. L'esplosione del 5G mmWave e delle Onde Millimetriche

Il panorama delle telecomunicazioni civili si è spostato massicciamente verso lo spettro delle onde millimetriche (mmWave):

  • 5G FR2 (Frequency Range 2): Le reti mobili di nuova generazione sfruttano bande di frequenza intorno ai 24 GHz, 28 GHz e 39 GHz. I laboratori devono testare la conformità radio e l'immunità ai blocchi (blocking) dei dispositivi che integrano queste antenne.
  • SatCom e Radar: Le comunicazioni satellitari in banda Ka e i sistemi radar automobilistici o industriali lavorano in queste fette di spettro. Coprire i 40 GHz permette di analizzare le frequenze fondamentali di questi apparati o le loro armoniche principali.
4. Calibrazione e Validazione del Banco di Prova

Un laboratorio di certificazione deve garantire l'incertezza di misura. Prima di eseguire qualsiasi test, l'intera catena RF deve essere calibrata.

  • Il generatore di segnale fino a 40 GHz viene utilizzato per iniettare segnali di riferimento nei cavi, nelle matrici di commutazione RF, negli attenuatori e per calcolare il path loss (la perdita di segnale lungo il percorso).
  • Viene impiegato anche per la validazione del sito di prova stesso (ad esempio, per i test di VSWR del sito della camera d'onda), garantendo che la camera anecoica risponda correttamente anche alle frequenze più elevate.
In sintesi, la soglia dei 40 GHz rappresenta oggi lo standard di riferimento per un laboratorio EMC che vuole essere accreditato a livello globale per testare i prodotti moderni, dall'automotive avanzato all'IoT ad alta velocità, fino ai sistemi di difesa.
Tutto quanto sopra è conforme o richiesto dalle normative italiane?

Sì, assolutamente. Nel contesto italiano, la conformità e i requisiti tecnici non vengono stabiliti da leggi puramente locali isolatisi dal resto del mondo, bensì dal recepimento delle Direttive Europee e dall'adozione delle norme tecniche del CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano).

Il possesso di un generatore fino a 40 GHz si inserisce nel quadro legale e normativo italiano attraverso precise dinamiche.

1. Il quadro legislativo italiano (Direttive RED e EMC)

Qualsiasi dispositivo elettrico o elettronico immesso sul mercato italiano deve recare la Marcatura CE. Per poterla apporre, i produttori devono dimostrare la conformità ai decreti italiani che hanno recepito le direttive europee:

  • D.Lgs. 128/2016 (recepimento della Direttiva RED 2014/53/UE per tutti gli apparati che integrano funzioni radio).
  • D.Lgs. 80/2016 (recepimento della Direttiva EMC 2014/30/UE per la compatibilità elettromagnetica degli apparati non radio).

Questi decreti impongono il rispetto di "requisiti essenziali" di non-interferenza e di immunità, rimandando alle Norme Armonizzate (tecniche) il compito di definire i limiti di frequenza e i test pratici da eseguire in laboratorio.

2. Le Norme Tecniche applicate in Italia (CEI EN / ETSI)

Esistono norme armonizzate di riferimento in Italia che richiedono esplicitamente test fino a 40 GHz:

  • CEI EN 300 440 (sviluppata da ETSI): È la norma applicata in Italia per i Short Range Devices (dispositivi a corto raggio come sensori radar commerciali, moduli di trasmissione dati intelligenti, allarmi avanzati). Il titolo stesso della norma specifica il campo di applicazione: "da 1 GHz a 40 GHz". Per testare l'immunità di questi oggetti, il laboratorio italiano deve generare segnali in quel range.
  • Standard 5G (Bande mmWave): Le specifiche europee recepite in Italia per le reti mobili di nuova generazione (per Base Station e terminali che lavorano sui 26 GHz o 39 GHz) impongono test di emissioni spurie e immunità al blocking che spingono la strumentazione oltre la fondamentale, saturando la necessità dei 40 GHz.
  • CEI EN 55011 (CISPR 11): Utilizzata in Italia per gli apparati industriali, scientifici e medicali (ISM). Se un macchinario industriale o un dispositivo medicale genera internamente frequenze elevate, la norma impone di estendere le misure delle emissioni radiate fino a 40 GHz per intercettare le armoniche superiori.
3. Il legame con gli standard internazionali (FCC e MIL-STD)

Nella risposta precedente sono stati citati standard americani (FCC) e militari (MIL-STD). Hanno valore legale in Italia?

  • Per le aziende italiane che esportano (FCC): Il tessuto industriale italiano (PMI, automotive, automazione) vive di export. Un laboratorio EMC italiano deve possedere la strumentazione a 40 GHz per permettere alle aziende italiane di testare e certificare i propri prodotti secondo le regole FCC prima di spedirli negli USA.
  • Per la Difesa Italiana (MIL-STD / STANAG): L'industria della difesa italiana (es. Leonardo e la sua filiera) progetta apparati che devono rispettare gli standard NATO. Gli accordi di standardizzazione NATO (chiamati STANAG) ereditano e integrano direttamente le procedure e i limiti di frequenza (fino a 40 GHz) definiti dai documenti americani MIL-STD-461.
4. Il controllo di ACCREDIA

In Italia, l'ente unico di accreditamento dei laboratori è ACCREDIA. Quando un laboratorio italiano richiede l'accreditamento per eseguire test secondo le norme sopra citate (sotto lo standard di qualità UNI CEI EN ISO/IEC 17025), gli ispettori ACCREDIA verificano fisicamente che il laboratorio possieda generatori e catene di misura calibrate e funzionanti fino alla massima frequenza dichiarata dalla norma. Se la norma dice 40 GHz, il laboratorio deve avere lo strumento a 40 GHz con un certificato di taratura valido.

In sintesi: La strumentazione fino a 40 GHz è un requisito obbligatorio e vincolante per i laboratori italiani che scelgono di accreditarsi per le norme europee sui dispositivi radio a corto raggio (SRD), per le infrastrutture telecomunicazioni moderne, per il comparto difesa/aerospazio nazionale e per supportare l'export delle imprese italiane nel mondo.

Leave a Comment